Il cielo di Dalì

lo vedo dalla finestra, ritagliato in cornici rettangolari, infisso e affisso come un manifesto, una dichiarazione di indipendenza, lo statuto aereo/terroso della città. Il cielo si lancia dallo spazio, proiettandosi nelle sfumature senza alcuna illusione di profondità, ma con la reale mancanza di confini, e sconfina in tutte le sue dimensioni: sulle case, sui tetti …

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Cosmopolis

Eric, Eric, Eric non c'è nessuna differenza tra: il tragitto della limousine bianca - il guscio di lamiere da cui esci, spingendoti fuori, fino alla rottura - attraverso New york; il percorso degli impulsi elettrici sui tuoi nervi e lo sperma che risale l'uretra, il dito che si insinua nel tuo corpo verso la  prostata …

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Verginity – C’è sempre una seconda volta

togliere dalla pelle la pelle morta esfoliare la prima carne perché poi possa morire anche quella ricostruirsi e replicare quella membrana sottile mettere l'urlo sottovuoto nella bolla di neve che sigilla dalla polvere e tiene al riparo preserva dall'intrusione violenta, dai colpi percossi che arrivano a sbattere le ossa dal freddo e dal caldo solo …

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Scatole

Ho bisogno di piccole/grandi scatole - spazi limitati, recinti e prigioni dorate - per sentirmi libera. Ho bisogno di minuscole/immense scatole in cui scivolare scatole che possano raccogliere il mio segreto Ho bisogno di sentirmi chiusa, stretta, protetta, rapita, in-cattivita infuriando la terra a colpi di zoccoli, iniziando a sbuffare e smaniare, per sentirmi viva …

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