Finali di merda: The Lobster, Synecdoche NY

Sono rimasta con l'impressione che non esistessero i titoli di coda. The Lobster non ha un finale, ha una fine e un inizio. La fine del tuo essere spettatore, e l'inizio in cui vieni partorito, inoculato in Colin Farrell. Solo che non sei più né tu né lui, né c'è traccia qualcun altro che abbia proseguito …

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I nuovi denti di Bowie

non gli stanno bene, non gli stanno bene per niente. Troppo poco s'intonano a quel suo incarnato tradizionalmente spettrale, con il loro bianco #fffffff così nuovo, abbagliante, in cui poco rimane dell'ombroso labirinto di Saturno, da cui proviene di certo Bowie. La pelle di Bowie ha la trasparenza dell'albume, la leggerezza della cenere desaturata, di un …

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La nuova velocità dell’occhio cinematografico

Ieri sera sono andata al cinema. Il titolo del film è irrilevante. Lì, abbandonata alla poltrona scavata a conchiglia, la postura molle dell'ostrica, mi sono detta: questo film è troppo veloce. I movimenti degli oggetti 3d che ti saltano addosso: troppo veloci, anche. Il montaggio, troppo veloce per poter percepire l'immagine, la sua trasformazione dinamica, …

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Il cielo di Dalì

lo vedo dalla finestra, ritagliato in cornici rettangolari, infisso e affisso come un manifesto, una dichiarazione di indipendenza, lo statuto aereo/terroso della città. Il cielo si lancia dallo spazio, proiettandosi nelle sfumature senza alcuna illusione di profondità, ma con la reale mancanza di confini, e sconfina in tutte le sue dimensioni: sulle case, sui tetti …

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