Tassonomia del dolore (ovviamente incompleto)


Botta: si estende nel tempo con passaggi attraverso lo spettro luminoso dall’ultravioletto al blu cobalto, dall’arancione muffa crosta di formaggio al verdastro al giallino, che di solito circonda l’epicentro livido, come aureola di santità. Qualsiasi pressione esercitata – come su un pulsante – aziona il meccanismo del dolore, riproduce l’ematoma nella macchia delle connesioni sinaptiche, produce infile espressione dolente da bambolotto a molla.

Lacerazione/frattura: Rottura. Calore. Pulsare. Ipersensibilità. Tutto il tuo corpo è concentrato nel punto di rottura, tu sei lo squarcio, lo squarcio è una porta aperta, la porta aperta – così aperta – da essere una scorciatoia per arrivare all’altro capo della terra, senza circumnavigazioni. Passaci attraverso e dal nero della ferita arriverai alla luce bianca dell’osso

Lesione/alterazione interna: non hai un dolore. Hai la sensazione che ci sia qualcosa che non vada. Che non vada come programmato. C’è un errore di sistema nell’artimetica della tua anatomia. L’errore prolifera nel disagio di masse tumorali, emorraggie interne, aneurismi, ostruzioni, morfologie patologiche, cancrene. Il dolore arriva dopo il disagio. Arriva tutto insieme quando vedi la mostruosità del risultato, l’esito dell’esame, un calamaro gigante nella lastra blu dell’ecografia.
[vedi anche: mutazione. La modificazione della struttura produce dolori continui da trazione, manipolazione, concentrazione, formazione, eliminazione. Il processo è lungo e passa per fasi di trasformazione e parzialità. L’esito finale è quasi sempre: GUARIGIONE]

Mutilazione: le terminazioni nervose ancora collegate comunicano: presenza. Nulla è successo. Nulla è cambiato. Il nervo ottico trasmette assenza. Assenza di reversibilità. Evidenza che qualcosa è successo, che tutto è cambiato. Un conflitto di percezioni inconciliabili si svolge nell’arena del cranio. Non c’è armistizio, solo la dichiarazione di pace della follia.

Morte: istantanea. Liofilizzata. Il contenuto della busta si svuota. La busta è vuota. La polvere è secca. Poi per magia diventa una minestra. La minestra riempie la bocca. Lo stomaco è pieno. Screma il nutrimento dalle scorie. Il nutrimento viene diffuso ovunque. Le scorie hanno una sola direzione. Scorre verso il passo, puntando a terra. Il doloroso stupore di un cambiamento di stato. [vedi anche: mutazione]

Sforzo muscolare: il dolore non è dettato dallo forza della singola contrazione, ma dalla ripetizione/estensione. Il prolungamento dello sforzo, lo sfregamento fibra su fibra, l’accelerazione del movimento, il perdurare della contrazione, brucia il rosso muscolare in bianco di fiamma, acido lattico, latte per nascite di nuove forme, creature mutate e mutanti. Invece di essere ingerito, viene espluso sotto forma di sudore, voce, corpi congestionati, tappi di cerume che saltano, occhi che finalmente vedono le stelle, la luccicanza. L’interno si riversa all’estreno, il corpo diventa la pornografia dell’anima, siamo esposti, siamo veri, siamo osceni e aperti fino al buco del culo in una sala parto multi-canale, ogni poro una vagina in travaglio, ogni nuova cellula lo spasmo all’apice dell’orgasmo, finché di nuovo tutti insieme non tagliamo il traguardo.

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