Henry e Anais


L’ho scritto qualche tempo fa, quando leggevo Storia di una passione, lettere 1932-1953.

Li porto sempre con me, li tengo stretti stretti nella borsa insieme a mille rossetti e chiavi e monete. Mi danno conforto e comprensione, li abbraccio nel sonno come un cuscino. Sono pieni di sottolineanture e note a margine, di punti esclamativi che segnano tutti i pericoli in cui voglio scivolare. […] Mi hanno insegnato che l’amore [per una persona, per la scrittura, per qualsiasicosa] non basta, se non ci sforziamo di diventare umanamente migliori. Che lo scrittore deve diventare umanamente migliore. […] Mi hanno sussurrato, tra tutte quelle pagine di hotel e di carta da lettera e di parole silenziose che strillano come marchi a fuoco, che l’unica discriminante tra la vittoria e la sconfitta è la totale assenza di paura. La mira così affilata verso l’obiettivo da sfuocare e oltrepassare il resto, e per ogni muro una rampa di lancio.

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