Lezioni di botanica a passeggio


Trascinava il suo carrello e si fermò in mezzo alla strada. Vide una ragazza stretta stretta al suo uomo, come un rapicante

la sua edera fresca gli arrivava fino alla bocca

così che potesse baciare meglio le foglie, inalare il pesticida

e il profumo. E lei, anche passati molti anni, avrebbe avvolto il tronco secco

e l’avrebbe rivestito del suo amore sempreverde, così stretto

e la ragazza che si era fermata pensò che voleva vivere come una rosa a testa in giù

così che le spine fossero ben visibili sul gambo,

e fosse inevitabile vederle, e pungersi, a chiunque volesse afferrarla

il bocciolo sarebbe stato in basso, nascosto e intatto nel suo seccarsi,

in un campo visivo lontano da sguardi arroganti

mentre il sangue le andava alla testa

e il cappio le stringeva i piedi, invece della gola

dondolando appesa alla maniglia di una vecchia finestra

urlando canzonette sciocche e citando Roland Barthes

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2 pensieri su “Lezioni di botanica a passeggio

  1. interessante contrapposizione non solo botanica tra la ragazza edera e quella rosa capovolta, la prima avvinghiata all’uomo-tronco, la seconda solitaria e costretta. Eppure entrambe donano il bene e il male, profumo e pesticida, corolle e spine, a chi le avvicina.
    Scrittura particolare e coinvolgente
    ml

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