EcografaMi


Vorrei che almeno una volta, mentre mi guardi, quello che vedi non ti rimbalzasse addosso, ma proseguisse, la traiettoria come un raggio X che affonda, che si impressiona come una lastra abissale nera e azzurrina di densità evanescente. Vorrei che per una volta, una sola, vedessi quale marchingegno di condotti, e pompe atrio/ventricolo, e scintille e neurotrasmettitori, e ossigeni trafficati negli alveoli, ci sono dentro di me. Vorrei che vedessi il sangue rosso e quello blu, cartografie dinamiche e ingegnerie anatomiche che si muovono come un’orchestra, per permettere al corpo [quello fuori, la crosta, la confezione, il manifesto] di ballare. Vorrei che vedessi quante cose mostruose accadono dentro di me senza che io me ne accorga, senza che io debba organizzarle, pianificarle, schedularle in sincrono, e vorrei che te ne accorgessi. Perché ogni volta mi sembra così incredibile che dentro di me ci sia tutto questo, [tutto questo scorrere, e battere, e assemblare, ed eliminare], tutta questa industria organica che vive e funziona, quasi impeccabilmente funziona senza giorni di riposo né fatica, senza che io debba minimamente pensarci. E se ci penso troppo, quel tutto si ferma.

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2 pensieri su “EcografaMi

  1. gianni

    Io avrei detto banalmente che il corpo e’ una macchina perfetta….ma tu sei una scrittrice e sei riuscita a elaborare un affluio di parole e sensazioni…veramente poderosa ls tua capacita di scrittura e analisi di sensazioni…brava ciao

    Mi piace

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