Modi nuovi di morire


Lo chiamano PROGRESSO perché prima un sacco di gente moriva di raffreddore, di parto, semplicemente moriva prima perché c’erano meno aiuti e pianiMarshall per la sopravvivenza quotidiana. Oppure moriva e semplicemente non sapeva perché mentre ora lo sa e prima di morire può preoccuparsi molto di più, o forse prendere dei rimedi o delle precauzioni che per morire più tranquillo – mettere le cose  posto, fare testamento, mandare affanculo qualcuno e dire ti amo da tutta la vita e tu non lo sapevi perché io non te l’ho mai detto – o forse ancora solo più terrorizzato e con molti più rimpianti, se sai che ogni goccia che cade nel lavandino non tornerà più su. Ma quando parlano di progresso, non pensano – o ricordano – che se ora non si muore più travolti dai calessi, si muore investiti dai tir o in incidente automobilistico. Non si muore più di raffreddore però adesso c’è l’aids e allora muori di raffreddore lo stesso. Non si muore più per il freddo – eccetto rari casi – o ammazzati dalla peste, ma ora si può morire folgorati da una presa di corrente di un tostapane, spremiagrumi, aspirapolvere, soprattutto phon, si può morire – più o meno velocemente – con gas di scarico, armi batteriologiche, virus geneticamente modificati, si può morire pe una sigaretta ti cade sul tappeto ikea quando tu ti addormenti, si muore sulle gru e negli stabilimenti industriali, si muore tranciati da una trebbiatrice o perforati da parte a parte per un colpo di pistola, per droghe sintetiche e convulsioni da videogame, radiazioni, barbiturici, conservanti, si muore nelle operazioni di routine, figuriamoci in quelle per salvarti la vita, per motivi del tutto diversi da quelli per cui stavi per morire. In nome del PROGRESSO, vengono lanciate sul mercato ogni giorno nuove armi accidentali. E quello che con orgoglio chiamano PROGRESSO, è solo inventarsi nuovi modi di morire, che in fin dei conti il risultato dell’equazione deve tornare da dove è venuto.

Con l’unica differenza che oggi spesso moriamo che siamo già andati da un pezzo.

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3 pensieri su “Modi nuovi di morire

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