Vibrazioni isteriche


Sentiremo parlare molto di vibratori, nel prossimo periodo. Non è una premonizione, ma una certezza, dettata dal fatto che Hysteria esce nelle sale domani, 24 febbraio, e che siamo vicini alla primavera, e che quando si può finalmente! parlare di sesso, esporre questo fenomeno da baraccone di corpi, contorcimenti, controindicazioni e orgasmi, lo si fa con ingordigia, ci si lustrano di denti di stupore, ci si rimpinza la bocca di parole. Le labbra sembrano masticarle, quelle parole finalmente non più proibite – come il cioccolato alla fine della dieta – dignitosissime, perché un film di Hollywood (poco importa la reale nazionalità della produzione) le ha sdoganate, estratte dai sex shop e dalla pruderie per portarle sotto le luci della ribalta, beh, allora si possono pronunciare. Provocanti. Prostatiche. Erettili. Attenti tutti! si parla di cazzi di gomma!

Lo dico perché già mi sembra di vedere i salotti dei talk show affollati di falli vibranti e sex toys di tutte le razze, accomodati compotamente sulle poltrone, finché poi il conduttore gli chiede: “potrebbe darci una prova della sua vibrazione per favore? Il pubblico a casa vuole vedere un vibratore all’opera!”. Sento già le orecchie piene di voci e consigli e nozioni di sessuologi ed esperti di pop-porno, di cui forse anche io nel mio piccolo faccio parte. Voci che ripercorrono ancora una volta la storia dell’invenzione del vibratore, l’antichissima storia dei sex toys (alla fine, mica abbiamo invenstato tanto!), voci che danno consigli per l’uso, voci che contrastano tabù, voci che cercano di toccare il cuore della questione, voci che forse verranno interrotte dalle domande vagamente allusive del conduttore di cui sopra, sempre a strizzare l’occhio e a dar di gomito quando si tratta di argomenti così osè!

Lo dico perché – per quanto possiamo esserne convinti – non siamo affatto sessualmente liberi. La massa non è sessualmente libera. Lo sarà quando si parlerà di vibratori a tavola, davanti ai bambini (provocazione). Lo sarà quando si potrà parlare di rabbit vibrator con la stessa disinvoltura con cui si parla delle previsioni del tempo. Quando il sesso smetterà di essere un argomento che genera – piuttosto che curare – l’isteria collettiva. Perché – come ben aveva intuito, inconsapevolmente il dott. Mortimer Granville, invetore del famoso congegno – il sesso, il piacere, l’orgasmo dovrebbero curare l’isteria, personale e massiva, dovrebbe guarirci, sedare il dolore, ri-dare respiro, battito, polso.

Hysteria (il film) io l’ho già visto. Posso dire di averlo trovato un film davvero godibile (qui sono io che dò di gomito a me stessa e un po’ mi mando anche affanculo). Sopratutto, ho apprezzato il fatto che abbia generato una corrente di pensieri – elettrici, viaggiano attraverso le sinapsi: noi SIAMO vibratori che però non fanno zzzzzzzz.

Ad esempio, il fatto che il vibratore – uno dei principali simboli della rivoluzione sessuale – sia stato inventato da un uomo testimonia quanto la sessualità femminile sia stata illegittimamente in mani maschili, spinge a chiedersi se il diritto all’orgasmo sia stato preso o se invece sia stato concesso. E il fatto che sia stato inventato come strumento medico (inizialmente per massaggiare la muscolatura in campo fisiatrico) e applicato come rimedio all’isteria – un pericoloso “distrurbo mentale” di cui soffriva quai la metà delle donne, che veniva trattato anche con la rimozione chirurgica dell’utero e/o del clitoride, e che altri non era se non il sintomo evidente della profonda rustrazione e repressione femminile, dal punto di vista sessuale e non solo – spinge a riflettere sull’abominio di cui per millenni è stato vittima il gentil sesso, un abominio per cui la libido femminile era considerata una malattia psichiatrica, l’orgasmo era un parossismo, e un paradosso da provare sotto prescrizione medica. Non so se mi spiego: le donne andavano dal dottore per farsi masturbare, cosa che avrebbero potuto fare da sole e a casa loro e senza spendere un centesimo, se il mondo fosse stato un po’ meno testa di cazzo. Un po’ più giusto.

Infine, Hysteria, l’invenzione del vibratore e il dottor Granville mi riportano alla mia atavica fascinazione per la meccanica, per la ballardiana collisione tra carne e tecnologia, per l’estensione delle possibilità fisiche attraverso la Macchina che funzionando ci libera dei nostri limiti umani. Un vibratore, può portare molto, molto lontano. Oltre i confini del corpo. Eccola, la vera rivoluzione.

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3 pensieri su “Vibrazioni isteriche

  1. “Posso dire di averlo trovato un film davvero godibile (qui sono io che dò di gomito a me stessa e un po’ mi mando anche affanculo).”

    ahahahahahhahahahah dopo una giornata di merda ci voleva proprio una risata. Tra parentesi non vedo l’ora di vederlo ‘sto benedetto film.

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  2. a me la cosa più “rivoluzionaria” è sembrata la parola “socialismo” pronunciata con ispirazione. di sicuro ci libereremo prima delle nostre inibizioni sessuali che delle sovrastrutture ideologiche ed economiche. la storia ce lo insegna e questo film ce lo ricorda…
    Ma ne parlermo a 4occhi… :-)

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