Atmo-sfere


passavo davanti alla finestra
con le scarpe nuove, per tenerci i piedi giusto un po’
e ho visto che dentro aveva tutto quel cielo
allora l’ho aperta
anche se faceva freddo ed ero mezza nuda
ho messo la tazza di the sul davanzale
e ho acceso una sigaretta
non si sentiva niente
a parte il bianco della luna
che se ne stava in mezzo al cielo
come l’occhio di un ciclope
pigro e socchiuso
e ho visto l’azzurro striato di bianco
come intonaco, stucco e polvere
di nuvole e di un principio di morte
che cambiava colore stemperando la luce
di grigio
che copriva a poco a poco le punte dei grattacieli
mentre all’angolo opposto, dove si stendono i tetti
era ancora giorno
e tutta quell’aria
stratificata li copriva
rimboccando
tutte le sue sfere
in un susseguirsi di piani prospettici
che scorrono sempre più in profondità
tirando lo sguardo come un elastico
finché per mettere a fuoco
non devi strizzare gli occhi così tanto da chiuderli
e in quel momento io stavo perfettamente bene, e allora gli occhi li ho sgranati
per farci entrare
tutta insieme
di rimbalzo
la città

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3 pensieri su “Atmo-sfere

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