Mettici le mani


Dove c’era secco, tu hai versato l’acqua
Dove c’erano il secco e l’acqua, tu hai infilato le mani
hai iniziato a muoverle piano
impastando quello che ho dentro
in una colla

poi ha iniziato a colare, allungandosi un millimetro alla volta
dal cervello al centro del petto alle mie gambe
scivolando umida e tiepida proprio da quel buco
quella falla, ferita

e guardo questa essenza
che si estende in un filo
elastico
nylon organico
sempre più sottile
che dondola nell’aria
lo sputo di un ragno
sparato
che cerca disperatamente di toccare il cielo
la sua terra

per diventare una chiazza, una macchia
che metta le sue radici

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