Non riesco a vedere bene le sillabe, lo sguardo non le scandisce. Il tempo si è smagliato, il tempo è una montagna e/o un abisso, non capisco più che orientamento ha la mia testa, perché il soffitto e il pavimento sono solo piani/superfici/aree. Le percezioni sono aeree. Guardando panorami in miniatura l’autostrada va a rilento, sfrecciano perforando le nuvole fulminee come emboli. Le visioni si sovrappongono continuamente, è un errore, o un illusionismo? Spiagge e metropoli elettrificate, parchi divertimenti e orizzonti sgombri, qual è la differenza tra il supersonico e il silenzio?Cannucce, ciabatte, canali, mare, fiume, panini lo taglia a metà per favore?, roba fritta piccante, rum, calzini sporchi, cessi comuni, cafè, guazzabugli, sieste, sintetizzatori, codici a barre, supermercati aperti di notte, occhi chiusi, bancomat catalani, opere d’arte, puttane affacciate alla finestra, freesbe subaquei nel parco p.m., parchi senza recinti, parchi con alberi-scultura e parchi con sculture occultate, parchi con lapidi e animali, parchi verticali, panoramiche rialzate, le città viste con i tacchi.
Tutto fugge, poi si accalca in un tamponamento di percezioni che imprecano, suonano il clacson, sbuffano in silenzio nei loro abitacoli. Il fiumi restano immobili, le pozzanghere si prosciugano, il cuore trattiene il battito, non batte, poi tambureggia, tuoneggia, esplode come un’arma da fuoco, il fumo entra ed esce precocemente invecchiato. Tutta la vita in un istante, e tutti gli istanti espansi come infinite vite. O viti spanate. Cacciaviti a taglio, stelle a cacciavite, la velocità della luce ce le porta già morte e per accecarci con un illusionismo approvato dalla scienza. Facciamo un girotondo bidirezionale con le lenti scure al posto delle pupille, stringo mani sudate che non conosco, e poi cado. Non so neanche se c’è stato un tormentone, quest’estate.
Sì che c’è stato. Era PISEIO LADERAL!!!
Soprattutto: Leligioso.
Meravigliosa, spudorata creatività.