A volte il libri arrivano come delle benedizioni a salvarmi [libri in pillole, libri in flebo, libri nell'etere, libri-miracoli, libri palliativi, libri antidoti, libri per la correzione della vista, libri laser], mi tendono le loro mani di carta, nella lettura silenziosa sussurrano amorevoli le esatte che avrei bisogno di sentirmi dire. Le mormorano, e con le pagine mi accarezzano la testa, dicono che andrà tutto bene, dicono che l’isolamento non è assoluto se lo provi anche tu, tu, e tu [I need you, you, you]. Allora io lascio i miei segni, dicono: “sono stata qui”, “anche io ci sono passata”, su questo punte/punto [esclamativo, interrogativo, e virgola, di sospensione]. Poi divido le pagine in parole, le appallottolo e me le ficco in bocca, le mastico e le ingoio, facendole entrare dentro, assimilandole al resto di me, ora non potranno più uscire, perché sono diventate colla. Dicono che dall’isolamento della tastiera crescono piccoli rami con attaccati bicchieri, a cui poi qualcuno si attacca ad ascoltare, come ad un capezzolo, e che tra i tasti e i testi, negli interstizi dove cola il sudore e vola la cenere di mille sigarette, poi si forma un terreno fertile dove germogliano presagi e visioni; il premere, lo schiacchiare incessante delle dita lascia il suo limo, le parole scorrono nel grande letto del fiume, e scrutando pozzanghere di inchiostro in cui altri fanno navigare barchette di carta vedo tremare il mio riflesso. Così sfuocato e mosso dai battiti, sconfina limpido e cangiante nelle ossessioni degli altri.
[Grazie a: Henry Miller, Anais Nin, Don De Lillo, Pablo D'Ors, Ray Bradbury, J.G. Ballard, V. Woolf]
Titoli, grazie.
Così da poter seguire le medesime tracce. :)
Allora: Storia di una passione, nin-Miller; Scale di fuoco, Nin; Cosmopolis, De Lillo; Farenheit 451, Bradbury; il debutto, D’Ors. Dimenticavo anche Le onde, V. Woolf e Crash, Ballard.